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Idoneità tecnico-professionale, la Cassazione

si esprime su un caso di infortunio sul luogo di lavoro antecedente alla stipula del contratto di appalto;

Il proprietario di un capannone si era rivolto ad un’impresa per effettuare dei lavori di sistemazione del tetto.

Durante il sopralluogo, necessario per stabilire la tipologia della riparazione e del materiale eventualmente necessario, un operaio era caduto dal tetto ourtroppo perdendo la vita.

Il Tribunale di Novara condannò il committente dei lavori per aver omesso di verificare l’idoneità tecnico professionale dell’impresa appaltatrice.

Il Tribunale applicò nei suoi confronti l’art. 90, comma 9 del dlgs. 81/2008, secondo cui:

Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o ad un lavoratore autonomo deve verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalità di cui all’allegato XVII.

Il proprietario del capannone propose ricorso in Cassazione.

Idoneità tecnico-professionale, la sentenza di Cassazione

La Corte di Cassazione con la sentenza n.10014/2017 si esprime sul ricorso presentato dal proprietario del capannone.

Il Committente motiva il ricorso evidenziando che si trattò di un semplice sopralluogo e che non era stato stipulato alcun contratto con l’impresa. Viene richiamata, inoltre, la normativa in tema di sicurezza la quale prevede che sia necessario il perfezionamento dell’accordo e non solo un semplice contatto tra il fruitore delle opere e la ditta non ancora incaricata della loro esecuzione.

La Cassazione, ribadendo quanto affermato dal Tribunale di Novara, fondò la responsabilità del ricorrente sulla culpa in eligendo, costituita nella mancata verifica dell’idoneità tecnico professionale dell’impresa.

Le misure generali di tutela della salute e sicurezza sul lavoro implicano, a norma dell’art.15 dlgs. 81/2008, la valutazione preventiva e l’eliminazione dei rischi in relazione ai lavori da eseguire posti a carico del committente, sin dalla fase di progettazione dell’opera.

Da ciò discende che non è affatto necessario il perfezionamento di un contratto di appalto, sia perché trattasi di adempimenti preliminari alla successiva fase della stipula del contratto, sia perché la norma in esame non contempla tale tipologia contrattuale.

Pertanto la Corte di Cassazione confermò la condanna del committente in quanto risultano insussistenti i titoli di idoneità prescritti dalla legge in capo alla ditta esecutrice dell’opera.

La verifica dell’idoneità tecnico-professionale dell’impresa rappresenta dunque un adempimento, preliminare e necessario, del committente e deve essere fatta in relazione all’attività che dovrà essere svolta successivamente nella fase esecutiva.

fonte: http://biblus.acca.it/

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